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Identità di genere agli spareggi

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La paura di essere fuori luogo è ricorrente nei transgender il cui senso di inadeguatezza li perseguita in ogni situazione sociale, anche le più quotidiane: dalla possibilità di usare il bagno del sesso a cui si sentono di appartenere, al coraggio di entrare a far parte di una squadra sportiva in un corpo che in un senso o nell’altro non corrisponde ai canoni. È da questa situazione di impasse che nasce l’associazione sportiva Transammans, dedicata proprio alle persone in fase di transizione. L’iniziativa di quella che era nata questa primavera come una piccola squadra di calcio di Västerås ha riscosso l’interesse dei gruppi LGBT di Göteborg e Malmö che ora si stanno pensando di creare a loro volta dei team sportivi dove i trans possano sentirsi a loro agio col loro corpo. “È una soluzione temporanea, un modo per sciogliere l’imbarazzo di chi finora non ha osato fare attività fisica per via del fisico diverso” spiega Emma, uno dei giocatori che spera in un futuro dove le distinzioni di genere andranno sempre più ad affievolirsi in un clima di normalità e di completa accettazione. Di fatto a Västerås le cose si stanno muovendo anche a livello amministrativo. In concomitanza dei lavori di costruzione della nuova piscina, il Comune si propone di venire incontro alle esigenze e ai diritti di tutti. “Stiamo valutando la possibilità di creare degli spogliatoi neutrali appositi per trans, ma anche per i disabili che ricevono assistenza da una persona del sesso opposto o semplicemente di un padre che accompagna la figlia minorenne” chiarisce Isabell Lindgren Stoor, a capo del progetto della piscina Lögarängsbadet.

Traduzione a cura di: Ida Montrasio

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