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Mission possibile

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In sei anni il conflitto siriano ha causato mezzo milione di vittime, oltre sei milioni di sfollati e cinque milioni di profughi. Quanto è lontana la prospettiva di una pace duratura? Nonostante i parecchi tentativi delle Nazioni Unite e la convocazione di 8 colloqui, i processi di pace non stanno facendo progressi significativi. È in questo quadro precario che l’inviato speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Siria Staffan de Mistura ha annunciato le sue dimissioni. Diversamente dai suoi predecessori, i quali lasciarono il lavoro per frustrazione definendo i negoziati siriani “una missione impossibile”, il diplomatico italo-svedese ha dichiarato di lasciare il proprio incarico per ragioni puramente personali. Dopo più di 4 anni nel ruolo di mediatore capo delle Nazioni Unite per la Siria non si dà per vinto e sta tentando fino all’ultimo di portare le parti coinvolte nel conflitto siriano al tavolo dei negoziati. Nelle scorse settimane si è recato a Damasco con l’obiettivo di ridiscutere gli accordi e garantire l’assistenza umanitaria. Malgrado il futuro della Siria resti incerto, i colloqui sembrano aver messo le basi per l’istituzione di un comitato finalizzato a redigere una nuova costituzione per la Siria, un obiettivo che Staffan de Mistura ha sempre avuto molto a cuore. “Non smetterò di lottare fino all’ultima ora dell’ultimo giorno del mio mandato” ha affermato.

Traduzione a cura di Ida Montrasio

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