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Aritmetica di governabilità

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Con 204 voti contro 142 preferenze, il blocco di opposizione dei quattro partiti di centro-destra Alliansen e il partito populista degli Sverigedemokraterna hanno votato la sfiducia al governo socialdemocratico. “Inizierò immediatamente i colloqui con gli esponenti dei vari partiti e presto presenterò una proposta in parlamento” ha spiegato l’esponente del movimento conservatore Andreas Norlén, al quale è stato conferito l’incarico di formare il nuovo esecutivo. Tra i favoriti al governo c’è il leader dei Moderaterna Ulf Kristersson, resta però l’incognita se l’alleanza borghese vorrà guidare la Svezia attraverso compromessi con il centro-sinistra o invece con l’estrema destra. Sullo sfondo si profilano le tensioni che hanno accompagnato la campagna elettorale svedese. La corsa alle urne si è incentrata essenzialmente sui problemi dell’integrazione denunciati in maniera martellante da parte della destra populista che da sempre fa leva sul sentimento di esasperazione di un Paese che, tutto sommato, gode di una crescita economica stabile e un tasso di disoccupazione sotto al 6%. Sarà compito del futuro governo attuare le riforme che la Svezia si aspetta: dalla modernizzazione del sistema sanitario nazionale alle scottanti politiche migratorie. Nel frattempo il premier uscente Stefan Löfvén continuerà a guidare il Paese nel difficile periodo di transizione verso la formazione di una coalizione stabile.

Traduzione a cura di: Ida Montrasio

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