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Combustibile non commestibile

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È l’epoca dei nuovi biocarburanti e a Piteå, nel nord della Svezia, l’istituto di ricerca SP Energy technology center sta sviluppando un procedimento che permette di produrre lignina in quantità industriali recuperando i residui delle cartiere. Attraverso un processo chiamato “slurry hydrocrackning” avviene la trasformazione del composto chimico in un prodotto biocarburante. “Otteniamo esattamente la stessa molecola presente nella benzina tradizionale perciò sarà possibile usare lo stesso sistema di distribuzione già esistente” spiega Markus Norström, business manager presso SP. Il progetto è finanziato in gran parte dall’organo governativo svedese per l’efficientamento dei servizi energetici Energimyndigheten, ma coinvolge anche il politecnico di Göteborg Chalmers e il distributore di benzina Preem con un budget complessivo di 13,5 milioni SEK. “La base potenziale delle risorse è enorme, prevediamo una produzione tra i 2 e i 3 milioni di tonnellate di lignina all’anno grazie all’industria cartiera svedese” commenta Mattias Backmark, business developer presso Preem facendo notare i vantaggi del nuovo biocarburante che non fa concorrenza alla produzione di generi alimentari e di foraggi e non dovrà essere importato.

Traduzione a cura di: Ida Montrasio

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