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Bulimia consumistica

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Il 24 novembre si aprono le danze per gli amanti dello shopping, ormai proiettati sui regali di Natale. Da alcuni anni anche in Svezia la febbre da Black Friday si sta manifestando come un fenomeno in crescita che assicura una chiusura a bilancio positivo nel panorama delle vendite. L’indagine condotta dalla Confcommercio svedese Svensk Handel dimostra come questa ricorrenza commerciale stia sempre più modificando le abitudini consumistiche degli svedesi, il 47% dei quali ha dichiarato l’intenzione di sfruttare la giornata di sconti per darsi allo shopping sfrenato. “Lo shopping prenatalizio di fine novembre sta diventando una tradizione anche nel nostro Paese. Se inizialmente ci limitavano a concentrare lo shopping del Black Friday su fashion e prodotti high-tech, oggi si registrano risultati rilevanti anche per viaggi, beauty e benessere” riporta Johan Davidson, esperto di consumi presso Svensk Handel. Funzionano in particolare le vendite online, ma non mancano le offerte vantaggiose nei negozi che si aspettano un aumento delle vendite tra il 18 e il 25% per un giro d’affari stimato tra i 6,3 e 6,6 miliardi SEK. Questo imponente fenomeno apre però un dibattito sulle conseguenze sociali e ambientali di una società che soffre di bulimia consumistica. A combattere la cultura dell’usa e getta, incentivando il second hand, arriva il White Monday che vede l’impegno di molte organizzazioni attente agli sprechi, come l’Ente Svedese per la Conservazione della Natura Naturskyddsföreningen e il mercatino dell’usato Myrorna. “Il nostro obiettivo è di riuscire a coinvolgere le grosse aziende come H&M e IKEA spronandole al riciclo e a un’economia circolare” ha spiegato il fondatore dell’iniziativa Henning Gillberg.

Traduzione a cura di: Ida Montrasio

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