Benvenuto in Assosvezia – la Camera di Commercio Italo-Svedese

Equipollenza accademica

rassegna stampa svedese assosvezia equipollenza accademica riconoscimento laurea titolo studio migranti richiedenti asilo

Il primo passo per aprire agli immigrati il mondo del lavoro qualificato è quello di riconoscerne rapidamente il titolo di studio. “È un sistema ottuso quello di concentrarsi completamente su chi richiede asilo anzichè elaborare una strategia per includere al meglio gli immigrati regolari, spesso sovraqualificati, che vengono piazzati indistintamente a fare le pulizie o a guidare taxi pur essendo laureati in giurisprudenza, in medicina o in ingegneria” afferma Lars Petersson dell’Universitets och högskolerådet, l’agenzia pubblica adibita al riconoscimento dei titoli di studio degli stranieri. Il cortocircuito che si crea nel sistema di accoglienza impedisce di fatto di affrontare in maniera condivisa e costruttiva il tema dell’immigrazione alimentando il luogo comune che gli stranieri vadano relegati a fare un lavoro modesto o al di sotto di quello cui potrebbero aspirare col titolo di studio raggiunto nel loro Paese d’origine. Per far fronte a questo paradosso, negli ultimi anni la Svezia ha potenziato i fondi destinati a creare percorsi di adeguamento per integrare rapidamente la preparazione del candidato al sistema svedese diventando così spendibile sul mercato del lavoro locale. L’anno scorso il Consiglio svedese per l’istruzione superiore ha riconosciuto il titolo di studio a ben 7.955 stranieri, provenienti soprattutto dalla Siria, dall’Iran e dall’Iraq, consapevole del fatto che le procedure accelerate beneficeranno contemporaneamente il gruppo sociale dei lavoratori immigrati e l’economia del Paese.

Traduzione a cura di: Ida Montrasio

sponsor rassegna stampa

Condividi:

Articolo Precedente:

Articolo Successivo: