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Gli albori di un autentico Diritto del Lavoro europeo

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Importante passo avanti del Consiglio dei Ministri del Lavoro dell’Unione Europea. La Svezia, affiancata dalla Germania, Francia e il Benelux, si è impegnata in un estenuante braccio di ferro contro i rappresentati dell’est Europa raggiungendo un accordo per alcuni miglioramenti al regolamento sull’armonizzazione dei sistemi europei di sicurezza sociale. La nuova direttiva assicurerà che i lavoratori europei distaccati per prestare servizio in altri paesi dell’Unione abbiano un equo trattamento salariale e che non si creino forme di concorrenza sleale tra Paesi dell’Unione basate sui bassi salari. “Stiamo provando a creare dei trattamenti economici, normativi e delle tutele per i lavoratori che siano adeguati al mercato globale, alla realtà economica e sociale attuale” ha spiegato il Ministro del Lavoro svedese Ylva Johansson tracciando un’analisi sui principali effetti distorsivi della concorrenza dove l’acceleratore nella maggior parte dei casi spinge sul costo del lavoro, dei salari e quindi dei diritti. L’accordo comporterà che i lavoratori stranieri occupati in uno Stato membro dell’Unione europea avranno diritto alle stesse condizioni di lavoro dei cittadini del Paese d’accoglienza con la possibilità dopo un anno di lavoro del rinnovo del permesso per ulteriori sei mesi.

Traduzione a cura di: Ida Montrasio