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Un duro conflitto attraversa i porti svedesi da una settimana a questa parte. I lavoratori addetti al carico e scarico della merce dalle navi di 15 porti sono in agitazione per un disaccordo sulla ratifica di contratto. L’autorità di sistema portuale Sveriges Hamnar vorrebbe infatti uniformare gli accordi sindacali degli stivatori e degli scaricatori del sindacato dei portuali a quelli già stipulati coi trasportatori del Transportarbetarförbundet, il sindacato che rappresenta i professionisti della logistica. “La richiesta di un contratto ad hoc per l’Hamnarbetarförbundet, il sindacato dei portuali non è fattibile” ha dichiarato Joakim Ärlund, a capo dei negoziati e vice direttore di Sveriges Hamnar che fin dalle prime avvisaglie di protesta ha risposto con un lockout imponendo l’interruzione dello sciopero prima di riaprire i negoziati. “Con la giustificazione dell’adattamento a decreti, normative e nuove linee guida vengono annichiliti i nostri diritti. Non abbiamo l’impressione che ci stiano prendendo seriamente” ribatte Christian Thernström dell’Hamnarbetarförbundet. A incrociare le braccia sono i lavoratori dei porti di Gävle, Helsingborg, Holmsund, Karlshamn, Malmö, Sundsvall, Söderhamn e Umeå. Il fronte della protesta si è poi esteso anche nei porti Stoccolma e Göteborg. “Il regolare svolgimento delle mansioni di carico e scarico si sta facendo complicato e in certi casi impossibile, ma quello che è peggio sono le conseguenze economiche su larga scala. Presto inizieranno a risentirne anche le aziende e ne andrà la reputazione del Paese sull’affidabilità delle tempistiche di consegna” avverte Mattias Dahl, ad di Transportföretagen.

Traduzione a cura di Ida Montrasio

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