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Piccoli trilingui crescono

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Dopo che i bambini hanno imparato a leggere e scrivere inizia il loro processo educativo, ovvero quella formazione che dovrebbe consegnarli alla società come cittadini in grado di inserirsi nella comunità. Ed è proprio questo l’obiettivo del governo svedese il cui programma di educazione digitale diventerà uno strumento per formare menti critiche e responsabili. La tecnologia sarà una componente fondamentale della didattica della scuola svedese, una sorta di terza lingua considerando che gli alunni di oggi sono dei nativi digitali e saranno protagonisti del completamento della rivoluzione digitale in corso. A partire da questo autunno gli insegnanti di scuola primaria e secondaria sono tenuti a promuovere la cultura digitale a scuola inserendo nei programmi didattiche laboratoriali, cooperative e di risoluzione dei problemi da applicare a tutte le materie. “Capire e padroneggiare questo nuovo linguaggio e i suoi effetti richiede non soltanto un’alfabetizzazione digitale, bensì un’educazione digitale” ha spiegato il Ministro dell’Educazione Gustav Fridolin, convinto che questo tipo di approccio stimolerà le capacità di problem solving e trasformerà i bambini da fruitori di contenuti digitali ad attori che ne comprendono le dinamiche e le logiche che stanno alla base degli strumenti informatici e tecnologici di uso quotidiano.

Traduzione a cura di: Ida Montrasio

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