Benvenuto in Assosvezia – la Camera di Commercio Italo-Svedese

Nationaldagen 2018 | Be more in the land of less is more

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Roma, 6 giugno 2018 – Ancora una volta quella parte di comunità composta dalle aziende e dalle istituzioni svedesi operanti in Italia si è ritrovata a Roma per celebrare la Festa Nazionale. Presso la sua Residenza privata e di fronte a un pubblico composto dai rappresentanti delle aziende, dei consolati e di vari enti diplomatici, il padrone di casa S.E. l’Ambasciatore di Svezia Robert Rydberg ha inaugurato la giornata di festeggiamenti. L’Ambasciatore ha innanzitutto ringraziato e dato il benvenuto ai presenti per poi ricordare anche le celebrazioni per la Festa della Repubblica italiana avvenute qualche giorno prima. Il periodo di festa coincide tra i due Paesi che sono accomunati anche da amicizia e rispetto in una condizione di felice cooperazione che dura ormai da decenni. Il buon rapporto funziona su vari livelli: economico, culturale, turistico e diplomatico, condizioni che, al di là delle avversità, spingono le aziende a espandersi nei territori reciproci. Il 2018 è anche un anno elettorale sia per l’Italia, sia per la Svezia e a prescindere dai risultati delle urne, entrambi i Paesi continueranno a dare la massima priorità all’Unione Europea e alla sua crescita. Un ulteriore esempio delle buone relazioni sono gli ottimi risultati del Team Sweden in Italia, che anche quest’anno può dirsi fiero dei successi raggiunti insieme.

Uno dei protagonisti del Team Sweden italiano è Assosvezia, in questa sede rappresentata dal suo Presidente Giovanni Lo BiancoAmministratore Delegato di Volvo Trucks Italia, la quale quest’anno si accinge a celebrare i suoi primi 50 anni di attività. Si tratta di un anno speciale per la Camera di Commercio Italo-Svedese che con grande dinamismo fornisce il suo supporto alle aziende svedesi in Italia e fa da collante per la creazione e lo sviluppo di una solida business community tra di esse. Terminato l’intervento del Presidente di Assosvezia Lo Bianco la parola è passata a Martin Skoogh, il nuovo Trade Commissioner e Country Manager di Business Sweden, che si è presentato e ha portato il saluto da parte del suo team.

Quest’anno l’Ospite d’Onore e speaker principale dell’evento è stata Amelia Adamo, giornalista, imprenditrice di origini italiane e regina delle riviste femminili in Svezia. La sua figura, in Italia non molto conosciuta, negli scorsi decenni ha rivoluzionato l’industria dei media in Svezia. Il fatto di essere italo-svedese – sentendosi sempre italiana in Svezia e svedese in Italia – le ha dato una marcia in più nel suo percorso di vita e professionale. Proprio queste origini, a volte così contrastanti tra loro, hanno aiutato Amelia Adamo a innovare il settore dell’editoria: da una parte la cultura svedese improntata al lavoro rigoroso, dall’altra la curiosità italiana che spinge ad andare oltre allo status quo. Far parte di entrambe le culture si è rivelata una grandissima opportunità. Ad appena 12 anni Amelia, colei che in casa meglio parlava lo svedese, già aiutava i genitori a sbrigare le questioni burocratiche e questa necessità l’ha costretta a imparare a farsi avanti e a fare domande. La voglia di emergere, caratteristica molto poco svedese, ha guidato la Adamo nel suo viaggio partito dalle origini umili di emigrata; il supporto concreto dello Stato svedese le ha permesso di studiare e continuare il suo lavoro anche quando sono arrivati i figli. La sua attività è stata innovativa principalmente per un motivo: partendo dall’osservazione della società, delle persone che la compongono e delle relazioni di coppia, Amelia ha saputo vestire i panni dell’antropologa e ha trasformato le informazioni raccolte in giornalismo al femminile. Gioia ed empatia, i valori a cui sua mamma dava più importanza, hanno sviluppato la sensibilità di Amelia che poi ha saputo magistralmente mettere al servizio del suo lavoro. Non è stata cosa da poco per un’emigrata in Svezia, visto che cinquant’anni fa l’Italia non era ancora vista come la patria del buon cibo, del clima perfetto e dell’arte di sapersi godere la vita: essere italiani non era prestigioso. Nonostante l’inizio un po’ difficoltoso e freddo – in tutti i sensi della parola – la Svezia ha saputo accogliere chi partiva dall’Italia per cercar lavoro e ha permesso alle seconde generazioni di immigrati di inserirsi perfettamente nella società svedese. Il modello democratico e di inclusione svedese ha funzionato così tanto che Amelia si riteneva del tutto svedese fino a quando qualcuno non le ha fatto notare che, invece, in realtà si caratterizzava per una curiosità fuori dalla norma. Questa rivelazione l’ha portata a valorizzare il suo lato italiano e dedicare più attenzione alle relazioni, specialmente a quelle delle donne in Svezia approfondendo le loro reali condizioni e i loro sogni. Il suo lavoro di ricerca l’ha portato avanti con una velocità tutta italiana ricca di azioni dettate dall’istinto. La rapidità, oltre a curiosità e creatività, è un’altra delle caratteristiche che accomunano gli imprenditori italiani che hanno avuto successo in Svezia. Questa energia positiva coinvolgente unita alla capacità analitica, alla solidità e alla struttura made in Sweden, creano il connubio ideale per il successo. E dato che un’altra rivoluzione è in atto nel mondo dell’editoria grazie all’avvento del digitale, è bene tenere a mente queste indicazioni per seguire la strada che Amelia Adamo ha saputo aprire.

Dopo Amelia, il coro di bambini della Scuola Svedese a Roma ha eseguito gli inni nazionali svedese e italiano, oltre ad alcuni canti svedesi tradizionali, invitando tutti gli ospiti a prende posto nel giardino della Residenza per un gustoso aperitivo svedese.

Un sentito ringraziamento a tutti gli ospiti dell’incontro e un ringraziamento in particolare lo dedichiamo ad Amelia Adamo e a S.E. l’Ambasciatore Robert Rydberg con il suo staff per la perfetta riuscita delle celebrazioni.

www.assosvezia.it | testo di Viola Albertini – foto gentilmente concesse dall’Ambasciata di Svezia


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