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Sciame di droni in formazione

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Ci sono milioni di modi con cui le persone potrebbero utilizzare i droni in futuro, dalle consegne, al giornalismo, alla sorveglianza diventando protagonisti delle nostre città e delle nostre vite. Di questo sono convinti Tobias Antonsson, Marcus Eliasson e Arnaud Taffanel, i fondatori di Bitcraze, una piccola startup del hub tecnologico The Ground di Malmò che già nel 2009 hanno iniziato a immaginare un mondo dove fare uso di un drone sarà altrettanto comune come lo è oggi maneggiare uno smartphone. Del loro quadricottero Crazyflie, che si differenzia dai numerosi concorrenti presenti sul mercato per le sue dimensioni molto compatte, hanno venduto più di 200.000 esemplari, soprattutto alle università che li utilizzano per svariati progetti di ricerca. La leggerezza e l’agilità del dispositivo rendono tutti i movimenti molto veloci e scattanti, ma è la flessibilità di configurazione a libera scelta dell’utente che lo ha reso un prodotto valido perfino per la Nasa. “Siamo un piccolo team a cui piace costruire questo tipo di marchingegni volanti e sperimentare immaginando un futuro in cui saremo circondati da uno sciame di droni” spiega Tobias Antonsson alludendo a un mondo in cui la rete comincerà a guadagnare autonomia fisica, si muoverà attraverso i luoghi e prenderà decisioni per il mondo, influenzando la nostra vita in modo profondo.

Traduzione a cura di Ida Montrasio

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