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Morti, ma non sepolti: multe per chi ritarda il funerale

multa per chi ritarda il funerale

Il tempo scarseggia nella società frenetica in cui viviamo e spesso ci porta a sacrificare i rapporti umani per i mille impegni che vi si antepongono. In Svezia questa tendenza si sta radicando a tal punto che non ci si ferma più nemmeno davanti alla morte. Da quanto emerge dai dati della federazione di imprese funebri svedese Sveriges Begravningsbyråers Förbund le tempistiche tra il decesso e la sepoltura continuano ad allungarsi. Nonostante sette anni fa sia stata introdotta una norma che prevede la celebrazione del funerale entro 30 giorni dal decesso, chiedere una proroga è diventata più una regola che un’eccezione. “È molto comune che le famiglie arrivino col calendario già carico di impegni, impossibilitate a organizzare il funerale essendo in procinto di partire per le vacanze” racconta Peter Trygg, portavoce del servizio funebre Fonus. “Ci sono stati casi in cui il defunto è rimasto in obitorio per più di due mesi” spiega Charlotta Gestblom dell’ospedale di Karlstad Centralsjukhuset. Per questo motivo la regione del Värmland  intenderebbe introdurre sanzioni che prevedano maggiorazioni pari a 5.000 SEK per ogni settimana che supera le tempistiche decretate per legge. “Non è solo questione di carenza di posto nelle camere mortuarie, ma il fatto che il defunto venga parcheggiato in obitorio per mesi va contro il nostro codice etico” conclude Charlotta Gestblom.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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