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Local warming: a preoccupare i meteorologi sono gli inverni troppo caldi

local warming inverni troppo caldi

Giornate calde e soleggiate e nemmeno una nuvola, ma anche tanta siccità e incendi. Si potrebbe riassumere così la scorsa estate svedese. Quella di quest’anno secondo le previsioni del centro meteorologico SMHI rientrerà più nella norma, con una perfetta combinazione di sole e pioggia che farà felici sia i vacanzieri che gli agricoltori. La preoccupazione sui cambiamenti climatici è tuttavia sempre attuale. “In Svezia le temperature sono salite decisamente di più rispetto alla media mondiale e a livello nazionale risentiamo delle conseguenze, non tanto per le anomalie estive quanto per il caldo invernale” avverte Erik Kjellström, professore di climatologia presso il centro meteorologico svedese SMHI, le cui più recenti misurazioni evidenziano che la media nazionale delle temperature è aumentata di 1,7 gradi dall’epoca pre industriale ad oggi. Le conseguenze del surriscaldamento terrestre sono chiaramente riscontrabili nelle regioni artiche con il graduale scioglimento dei ghiacci. Secondo i dati di SMHI è diventato sempre più raro riscontrare delle temperature sotto la media durante l’inverno svedese. Negli ultimi 30 anni è successo solo due volte, nel 1996 e nel 2010. Di anni caldi invece ne sono stati registrati molti di più. L’anno con le temperature più calde è stato il 2014, seguito dal 1934. La torrida estate dell’anno scorso si piazza all’ottavo posto.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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