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Mayday, mayday: 25° anniversario del naufragio del traghetto Estonia

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Sono passati 25 anni dal disastro del traghetto M/S Estonia in rotta tra Tallin e Stoccolma affondato nel mar Baltico la notte del 28 settembre del 1994.  Il naufragio passò alla storia come la tragedia marittima che causò il maggior numero di vittime in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ed è ancora oggi impressa nella memoria degli svedesi. “La portata della catastrofe ha colpito profondamente l’intera nazione, non solo i parenti delle vittime. Appresa la notizia eravamo tutti nella stessa barca” commenta il giornalista Claes JB Löfgren ricordando l’accorato mayday dall’operatore radio del traghetto Estonia che in meno di un’ora sarebbe sparito dai radar sommerso dal mare in tempesta. La causa del naufragio sarebbe stato un cedimento strutturale del portellone d’accesso del ponte di stoccaggio delle autovetture che in pochi istanti si riempì d’acqua portando a una forte inclinazione della nave. Il rovesciamento improvviso impedì a molti passeggeri di raggiungere i ponti superiori. Delle 989 persone solo 137 sarebbero state tratte in salvo dalle squadre di soccorso. 95 furono i corpi recuperati e 757 furono i dispersi, per un totale di 852 vittime. “È stata probabilmente la crisi più difficile da gestire di tutta la mia carriera” ha affermato l’allora primo ministro Carl Bildt. Presenti alla cerimonia di commemorazione anche il premier Stefan Löfven e la principessa Victoria.

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Traduzione a cura di Ida Montrasio

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