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Con la testa sulle spalle

mips tecnologia antiurto caschi da bicicletta

“Salviamo vite in tutto il mondo” afferma Johan Thiel, l’ad dell’azienda svedese che detiene il marchio MIPS per una speciale tecnologia antiurto nei caschi da ciclismo. L’acronimo del marchio sta per Multi-directional Impact Protection System che descrive il concetto chiave del prodotto, ovvero una tecnologia a piani di scorrimento per proteggere la testa umana negli impatti rotazionali con il casco. In un impatto angolato, MIPS col suo sistema di fissaggio per mezzo di elastomeri si tende per consentire alla calotta di girare in modo indipendente attorno alla testa con l’intento di rallentare la quantità di energia trasferita verso il cranio e quindi ridurre la gravità delle lesioni cerebrali. Per quanto possa risultare sorprendente, MIPS non è stato concepito da un produttore di caschi da bicicletta, bensì dall’intuizione di Hans von Holst, neurochirurgo dell’ospedale universitario Karolinska di Stoccolma, che intervenendo su svariati casi di lesioni cerebrali si rese conto di una serie di miglioramenti necessari da applicare ai caschi per prevenire questi danni concussivi. Fu così che nel 1995 presso il politecnico di Stoccolma KTH venne istituito un dottorato di ricerca nel campo biomeccanico per sviluppare la progettazione di sistemi di protezione che rendano sempre più sicuro il ciclista in sella. “Siamo ancora una piccola realtà aziendale, ma forniamo 78 marchi di caschi in tutto il mondo” osserva Johan Thiel, fiero del fatto che sempre più produttori di caschi implementino la tecnologia MIPS per migliorarne le caratteristiche di sicurezza.

Traduzione a cura di Ida Montrasio

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